Grazie a un innovativo esame del sangue è possibile rilevare la presenza del cancro allo stadio iniziale, senza che vi siano sintomi clinici della malattia. Il test riesce persino a rilevare diverse tipologie di tumori per le quali non esistono screening diagnostici di routine, con una sorprendente precisione superiore al 97 percento. Si tratta di risultati rivoluzionari, che potrebbero portare a un esame standardizzato in grado di abbattere il numero considerevole di decessi per cancro che si registra globalmente ogni anno, circa 10 milioni, dei quali 180mila in Italia (dato 2021) e oltre 600mila negli Stati Uniti.

L’esame del sangue in questione si chiama MCED (acronimo di Screening per la diagnosi precoce di tumori multipli) o “test Galleri” e se associato ai test diagnostici standard può più che raddoppiare il numero di tumori rilevati. Il test, messo a punto dall’azienda sanitaria GRAIL di Menlo Park specializzata in screening precoci, è talmente sensibile che il 71 percento dei partecipanti allo studio con tumori rilevati da MCED era affetto da patologie oncologiche senza screening specifici. Inoltre circa il 50 percento dei tumori rilevati si trovava allo stadio I e II, ovvero nella fase precoce e più curabile. Rilevare il cancro precocemente è fondamentale perché aumenta in modo significativo le speranze di sopravvivenza dei pazienti. Diversi dei tumori rilevati da MCED vengono normalmente diagnosticati a uno stadio avanzato, quando purtroppo c’è pochissimo da poter fare per salvare la vita.

Per dimostrare l’efficacia dell’esame, perfezionato nel corso degli anni, GRAIL ha messo a punto lo studio PATHFINDER nel quale sono stati coinvolti oltre 6.600 partecipanti, tutti con età uguale o superiore ai 50 anni, una popolazione chiaramente esposta a un aumentato rischio di cancro (che cresce con l’età). I volontari sono stati seguiti per 12 mesi. Durante il periodo di follow-up il test ha rilevato tumori nell’1 percento della popolazione. Un possibile segnale di cancro è stato identificato in 92 partecipanti, fra i quali in 35 hanno ricevuto la diagnosi di 36 tumori (quasi la metà allo stadio precoce). Fra questi, per 25 non erano disponibili test diagnostici di routine. Gli screening standard hanno invece rilevato 29 tumori e altri 56 sono stati diagnosticati perché sono comparsi sintomi o per altre ragioni.

“Quando aggiunto allo screening standard di cura, il test MCED ha più che raddoppiato il numero di tumori rilevati rispetto al solo screening standard. In effetti, Galleri ha rilevato più tumori di tutti gli screening standard per tumori singoli raccomandati dalla US Preventive Services Task Force messi insieme. Questi includevano tumori allo stadio I del fegato, dell’intestino tenue e dell’utero e tumori allo stadio II del pancreas, delle ossa e dell’orofaringe”, ha dichiarato in un comunicato stampa il dirigente medico di GRAIL Jeffrey Venstrom. “Ciò è particolarmente degno di nota dato che la popolazione di PATHFINDER è stata pesantemente sottoposta a screening con tassi superiori alla media per mammografia, colonscopia e scansioni polmonari TC a basse dosi”, ha aggiunto lo specialista. In parole semplici, questi tumori sono stati rilevati in una popolazione che aveva già fatto molti esami diagnostici, dunque nella popolazione generale il test potrebbe dare risultati ancora migliori. Meno dell’1 dei partecipanti ha ricevuto un falso positivo, smentito attraverso scansioni, biopsie e altre indagini approfondite.

Con l’aumento e l’invecchiamento della popolazione ci saranno sempre più persone esposte al rischio di ammalarsi e avere un unico, semplice e non invasivo test in grado diagnosticare quanti più tumori possibili diventerà fondamentale. Il test MCED al momento ha tutte le carte in regola per diventare un esame di routine, ma andranno condotti ulteriori indagini di approfondimento. I risultati dettagli della nuova ricerca sono stati presentati al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) 2022 in corso di svolgimento a Parigi.

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