Sappiamo che passiamo quasi il 90% del tempo al chiuso e che la luce naturale è il principale “orologio esterno” che sincronizza i nostri ritmi biologici. Quando questo segnale si indebolisce, per esempio perché viviamo sotto illuminazione artificiale uniforme e relativamente debole, il rischio è una sorta di disallineamento: il cervello e gli organi periferici, muscoli inclusi, faticano a restare in fase.
È su questo punto che si innesta uno studio pubblicato su Cell Metabolism: 13 persone con diabete di tipo 2, tutte over 65, sono state osservate in un protocollo molto controllato, con due condizioni a confronto in ordine casuale e a distanza di almeno quattro settimane. In una sessione lavoravano dalle 8 alle 17 in una stanza con grandi finestre e luce naturale, nell’altra nella stessa routine ma con luce artificiale costante, mentre pasti, attività fisica, sonno e persino uso di schermi venivano mantenuti il più possibile identici.
Il risultato, pur in un campione piccolo e per soli 4 giorni e mezzo, è stato coerente: con la luce naturale i partecipanti hanno passato più tempo “nel range” di glicemia considerato desiderabile, circa 59% del tempo contro 51% con luce artificiale, con minore variabilità.
Metabolismo e melatonina
In parallelo, il metabolismo si è spostato verso una maggiore ossidazione dei grassi, un segnale di migliore flessibilità metabolica, e in serata i livelli di melatonina erano leggermente più alti, come se l’intera giornata fosse stata più ben “messa a tempo”. Gli autori hanno anche osservato cambiamenti legati all’orologio circadiano nei muscoli, e segnali nel sangue, tra metaboliti e trascritti immunitari, compatibili con un effetto sistemico della luce sul corpo e non solo con un dettaglio cosmetico dell’ambiente.
Piccole strategie nella vita quotidiana
Il messaggio per la salute, e quindi anche per la longevità, è interessante perché va oltre il singolo “trucco” per abbassare la glicemia: ci ricorda che l’architettura della nostra giornata conta. Più luce naturale di giorno, buio vero di notte, non è una moda ma un modo semplice per ridurre frizioni invisibili tra comportamento moderno e biologia. Detto questo, non è una terapia: lo studio è breve, con pochi partecipanti, e non autorizza scorciatoie su dieta, movimento e farmaci. Semmai aggiunge un tassello pratico, a costo quasi zero, da portare nella vita reale: se puoi scegliere, scegli la postazione più luminosa, apri le tende, ritagliati una pausa all’aperto nelle ore centrali (e se serve usa sempre la crema solare), e la sera fai l’opposto, luci basse e schermi meno aggressivi, per aiutare melatonina e sonno a fare il loro lavoro.
Take home messages
- Più luce naturale di giorno può migliorare controllo glicemico e uso dei grassi nelle persone con diabete tipo 2.
- Il beneficio sembra passare anche da un migliore allineamento dell’orologio circadiano, melatonina inclusa.
- Non sostituisce le cure, ma aggiunge un “fattore ambiente” semplice da ottimizzare, finestra oggi, buio la sera.
Fonte: La Repubblica Salute


