Cos’è la Listeria
Il termine Listeria si riferisce ad un genere di batteri, chiamati così dal nome del medico inglese Joseph Lister e responsabili della listeriosi, una malattia che è allo stesso tempo un’infezione e un’intossicazione alimentare provocata da questi agenti patogeni.

L’infezione da Listeria può colpire in due modi diversi:

Listeriosi tipica: si manifesta come una classica infezione alimentare e di solito i sintomi compaiono dopo poche ore che hai mangiato gli alimenti contaminati dal batterio. Se non hai altri problemi di salute, dovrebbe provocare principalmente vomito e diarrea;
Listeriosi invasiva o sistemica: si verifica quando il batterio non si accontenta di stabilirsi nel tuo intestino ma arriva fino al tuo sangue e, da lì, è libero di infettare tutto il tuo organismo fino addirittura al sistema nervoso. Le complicanze possono essere anche molto gravi, come meningiti, encefaliti e sepsi. Il principale problema è che i sintomi non si manifestano subito, anzi, possono comparire anche dopo tre mesi da quando hai ingerito un alimento infetto. Di solito, però, passa circa un mese.
All’interno di questa famiglia, che comprende sei sottogruppi, quello al quale viene riservata maggiore attenzione è chiamato Listeria monocytogenes. Fa parte della categoria dei bacilli e il suo aspetto è simile ad un piccolissimo salsicciotto, ma ha anche altre caratteristiche: è un microorganismo molto resistente, che sopravvive anche in assenza di ossigeno e quando viene esposto a temperature sia molto elevate che minime.

Inoltre, viene classificato come Gram positivo, cioè si colora di viola durante il test di colorazione di Gram, effettuato in laboratorio.

Dove si trova?
La Listeria è un batterio ubiquitario, il che significa che lo puoi trovare praticamente ovunque nell’ambiente: è presente nel terreno, nella vegetazione, nei corsi d’acqua e nelle falde acquifere, motivo per cui può contagiare pesci o crostacei con cui entra in contatto oppure contaminare frutta e ortaggi attraverso l’irrigazione.

Come se non bastasse, questo agente patogeno può anche trovarsi nella flora batterica intestinale di animali selvatici o da allevamento. È per questo che il rischio di essere contagiati dalla Listeria è maggiore se si mangiano carni o pesci crudi o poco cotti, frutti e verdure non lavati, latte crudo o formaggi non pastorizzati.

La listeria si trova anche nel terreno e nell’acqua, quindi può contaminare frutta e ortaggi che non vengono lavati bene.

Come si prende la listeriosi?
La trasmissione dell’infezione da Listeria, che viene chiamata listeriosi, avviene principalmente per via alimentare, quindi mangiando soprattutto carni, pesci, frutti, ortaggi e prodotti caseari già contaminati.

I cibi nei quali è più probabile trovare il batterio sono quelli crudi o poco cotti, dato che come altri patogeni la Listeria monocytogenes viene uccisa ad una temperatura di 65° C. Purtroppo, però, è un microrganismo molto resistente, capace addirittura di sopravvivere e moltiplicarsi a temperature molto basse, quindi è possibile che la contaminazione dei cibi avvenga dopo la cottura o la pastorizzazione, prima che vengano confezionati.

Di solito la presenza della Listeria negli alimenti è la conseguenza di un problema nel processo di lavorazione o un mancato controllo nella fase di produzione, com’è accaduto quando il batterio è stato ritrovato in würstel industriali. Può succedere anche che all’interno della filiera alimentare il microrganismo possa passare da un alimento all’altro: in questo caso, si parla di contaminazione crociata.

In generale, quindi, basterà ingerire un alimento contaminato dal batterio per rischiare di sviluppare questa tossinfezione alimentare.

Tra le possibili cause c’è anche la cosiddetta listeriosi congenita, una forma della malattia che si può trasmettere durante la gravidanza dalla mamma, che può restare anche asintomatica, al feto, che può andare incontro a parto prematuro, aborto o morte.

A prescindere dal modo con cui viene trasmessa la listeriosi, i suoi sintomi compariranno eventualmente dopo un periodo di incubazione.

Cosa provoca la listeriosi?
Una volta che hai mangiato un alimento contaminato dalla Listeria monocytogenes, potrebbe volerci un po’ di tempo perché tu ti accorga dell’infezione.

A partire dal momento del consumo, ci sarà infatti un periodo di incubazione che dura mediamente 3 settimane, ma che può essere anche di poche ore o arrivare fino a 70 giorni, al termine del quale potresti iniziare ad avvertire sintomi simil-influenzali quali:

Nausea
Vomito
Diarrea
Febbre
Brividi
Dolori muscolari

Solitamente i sintomi durano tra 1 e 7 giorni, ma generalmente nelle persone adulte in buona salute l’infezione è spesso asintomatica, o al limite si manifesta con una forma di gastroenterite che compare a poche ore dall’ingestione dell’alimento.

Chi è più a rischio?
Se è vero che la maggior parte delle persone non sviluppano l’infezione o guariscono velocemente, per gli anziani, le donne in gravidanza e gli immunodepressi la listeriosi può essere molto pericolosa e potenzialmente letale.

Chi ha più di 65 anni o ha le difese immunitarie molto basse rischia infatti di sviluppare la forma invasiva, nella quale dopo un’incubazione solitamente più lunga il batterio arriva fino al sangue e si può diffondere in tutto l’organismo, compresi cuore e sistema nervoso.

Sono proprio questi i casi più gravi, nei quali i sintomi possono comprendere reazioni cutanee, meningite, encefalite, peritonite, setticemia e sepsi, a seconda degli organi intaccati. Purtroppo anche con un intervento rapido, queste situazioni possono portare alla morte del paziente.

Come già anticipato, la gravidanza rappresenta un momento particolarmente delicato soprattutto per il feto, che può essere colpito da un’infezione congenita e morire prima della nascita, oppure sviluppare gravi complicazioni se il contagio avviene durante il parto.

Diagnosi
I metodi per individuare con certezza la listeriosi sono gli esami del sangue, che permettono di raccogliere un campione ematico da analizzare, oppure l’analisi del liquido cerebrospinale prelevato attraverso la puntura lombare.

Cura
Dopo la conferma della diagnosi, il medico ti prescriverà il trattamento più adatto per la listeriosi. Dato che si tratta di un’infezione provocata da un batterio si usano gli antibiotici, sia per gli adulti che per i bambini. Quelli utilizzati di solito sono l’ampicillina e la gentamicina, solitamente somministrati per via endovenosa in caso di meningiti o endocarditi.

È molto importante iniziare subito la terapia per una donna in gravidanza: farmaci a base di penicillina e ampicillina possono favorire la guarigione prima che il feto venga contagiato.

Prevenzione
La prima forma di difesa che hai contro la listeriosi è quella della prevenzione. Innanzitutto, esistono norme di igiene previste dall’Unione europea che servono proprio ad evitare che il batterio proliferi. Ma se sei un soggetto a rischio e, in generale, per essere certo di non contrarre nessuna malattia, ci sono alcuni accorgimenti che dovresti prendere:

Cuoci sempre il cibo che vuoi mangiare
Lava per bene la frutta e la verdura
Lavati sempre bene le mani prima di maneggiare qualsiasi alimento
Mantieni i cibi crudi lontani da quelli cotti, ad esempio all’interno del frigorifero
Scegli solo latte e formaggi pastorizzati ed evita quelli che invece non hanno subito questo processo
Dopo aver maneggiato alimenti crudi, in particolare carne, pesce e uova, lavati bene le mani e pulisci accuratamente anche gli strumenti da cucina che hai utilizzato
Non mangiare alimenti freschi, se noti che stanno già andando a male
Inoltre, presta ancora più attenzione quando vai in zone dove sai che i livelli di igiene non sono elevati e dove i controlli potrebbero non essere così efficienti.

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